GDO online, la rondine e la primavera

GDO online
Michele Caprini
08 giu 2020
Una rondine non fa primavera (Aristotele, Etica Nicomachea, IV secolo A.C.)

 

Per la GDO online, le fortune legate all’emergenza sanitaria, sono sotto agli occhi di tutti, accompagnando gli eccellenti risultati maturati, nello stesso periodo, dalla distribuzione fisica.

Numeri da record

Secondo le stime dall'Osservatorio eCommerce B2c e da Netcomm, nel 2020 gli acquisti dei consumatori italiani dei prodotti da supermercato realizzeranno una crescita del +85% rispetto al 2019, per un controvalore di 854 milioni di euro.

Nel recente studio di Casaleggio e Associati, nel primo trimestre di quest’anno le vendite online dei principali attori della GDO online (Carrefour.it, Esselunga.it, e-Coop) hanno registrato incrementi delle vendite tra il 250 e il 400%, per un valore complessivo superiore al 350%. Secondo le stime di IRI per OsservaItalia (La Repubblica), le vendite di aprile hanno superato i 122 milioni di euro, il triplo rispetto all’anno scorso.

Le risposte alla nuova domanda

In alcuni casi, il fenomeno ha determinato soluzioni originali. Carrefour, dopo un mese di quarantena, con gli slot di consegna ormai saturi, ha deciso di creare una sezione, “gli essenziali”, dove è possibile acquistare quanto normalmente necessario per la spesa settimanale. Consegna a domicilio gratuita, entro 4 giorni lavorativi, su tutto il territorio italiano.

Anche a un livello di distribuzione minore, non sono mancate le iniziative, come la presa dell’ordine via WhatsApp. Non mancano gli esempi di negozi di vicinato, per loro natura portati alla vendita di beni di prima necessità, che hanno avviato il proprio percorso di digitalizzazione, avvalendosi della collaborazione di soggetti già attivi nella distribuzione online, quali le piattaforme di food delivery.

Una rondine non fa primavera

Tutto bene, quindi? Una rondine non fa primavera e la prudenza è doverosa. Nell’ultimo Rapporto Coop, relativo al 2019 e precedente la pandemia, spesa alimentare e cura della persona pesavano complessivamente per il 5% del commercio digitale.  Per la GDO online, insomma, alta crescita e bassa intensità, con un’incidenza molto minore rispetto ad altri paesi europei. In Francia e nel Regno Unito, per esempio, già nel 2018 sfiorava rispettivamente, il 12% e il 15%. L’incidenza prevista per il 2023, per i due paesi, è al 17% e al 22%. E per l’Italia? La possibilità di mettersi sullo stesso piano dei mercati online più importanti è ancora lontana.

Le previsioni non possono assumere a base certa gli incrementi record realizzati dalla GDO online durante il lockdown, in qualche caso addirittura decuplicati. Diversi gli elementi in gioco: la durata e l’estensione delle misure di sicurezza, la maggiore o minore osservazione delle restrizioni, le conseguenze sui comportamenti d’acquisto, le capacità della distribuzione italiana di assorbire la crescita della domanda online.

Che fare?

Per farlo, sarà decisiva la volontà di accelerazione, forte e decisiva, sulla digitalizzazione dei processi. Non è un mistero per nessuno che i picchi indotti dal lockdown non abbiano sempre trovato risposta adeguata. Diversi gli operatori che non sono riusciti a mantenere, o creare, una buona competitività per l’insufficienza d’infrastrutture digitali adeguate. Questi dovranno riconfigurare l’offerta in base alle nuove tendenze della domanda, mettendo mano, soprattutto, ai flussi di picking e di distribuzione, determinanti nel flusso operativo dell’eCommerce.

Come ha rilevato Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm, per fare commercio elettronico nel Grocery (dove l’ordine medio comprende un numero di prodotti elevato, fino a 50, con un basso valore unitario e con esigenze specifiche come la gestione a temperatura controllata) “serve una macchina operativa perfettamente funzionante ed efficiente, e sarà inoltre prioritario lavorare sull’organizzazione aziendale, sui ruoli e sulle responsabilità necessarie per favorire una nuova idea di commercio, sicuramente più digitale e omnicanale”.

La partita, quindi, si gioca sulla consapevolezza di poter reggere il confronto sul mercato solo con una decisa ristrutturazione digitale dei flussi operativi e delle strutture di competenza. È un’opportunità imperdibile e, soprattutto, una necessità. Ogni ritardo è un debito sicuro da pagare, già nell’immediato futuro.

 

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