Social commerce? Per la ristorazione, è già qui

iconic Retex
Michele Caprini
02 giu 2020

La crescita del social commerce, negli ultimi anni, è andata a rilento per due principali ragioni. Parliamo delle preoccupazioni relative a sicurezza e legittimità, e della separazione di fatto tra i social media e i siti di eCommerce dove finalizzare l’acquisto.

Un grande mercato, in attesa

Nel dicembre del 2018, scrivevamo:

I social media giocano un ruolo importante nel percorso d'acquisto, ma non sono il punto di acquisto per la maggior parte degli utenti. Questi, al momento di cliccare il tasto “buy”, preferiscono spostarsi sui siti di e-commerce. Facebook e concorrenti non sembrano presentare vantaggi evidenti.

Alla fine dello scorso anno, secondo Business Insider, il social commerce incideva, sul mercato americano, per meno del 4% del volume totale del commercio elettronico. Era lecito attendersi, però, per la diffusione dei social media, la crescita progressiva di un ampio, possibile mercato a cui mirare con un più deciso impegno tecnologico. Consentire ai visitatori la transazione completa al proprio interno è, infatti, obiettivo dichiarato, da anni, dei social media più importanti.

L’acceleratore lockdown

Uno studio di questi giorni, condotto da Bain & Company in cinque Paesi europei, delinea il profilo del consumatore italiano nella fase successiva al lockdown. Il 30% dei nostri connazionali ha dichiarato la propria convinzione che la vita post-Covid non sarà mai uguale a prima.

Questo, per tutte le attività che comportino una certa vicinanza. Come, per esempio, andare al ristorante. Lo shopping online ha aumentato il proprio appeal in maniera decisiva, come l’utilizzo dei social media, dove l’Italia è risultata prima rispetto a Regno Unito, Germania, Francia e Svezia.

Facebook Shops, alla rincorsa

Qualche giorno fa, molta attenzione è stata riservata all’annuncio di Mark Zuckerberg relativo ai Facebook Shops. Pensati, questi, per incentivare le aziende alla creazione di un unico negozio online, al quale i clienti possano accedere sia su Facebook sia su Instagram. Sarà possibile, quindi, trovare i Facebook Shops sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram di un'azienda, per conoscere l’offerta, salvare i prodotti d’interesse e ordinarli, poi, sul sito web del brand.

Lo scorso autunno, Mark Zuckerberg, ha ammesso il proprio rammarico per la scarsa attenzione prestata a WeChat, la più importante piattaforma di servizi online del mondo. Vuole recuperare il tempo perduto, adesso, per incorporarne quasi tutte le funzioni più importanti: chat video, storie di gruppo, servizi di pagamento, eCommerce.

Retex, Iconic, e il social-ristorante

Retex, in questo senso, ha una storia importante dovuta al proprio lungo impegno con e su WeChat, che ci ha consentito di ottenere risultati significativi anche nella ristorazione. In ambito WeChat abbiamo sviluppato e consolidato una piattaforma digitale particolarmente avanzata, Iconic.

La recente evoluzione food&beverage di Iconic, progettata per l’eCommerce della grande distribuzione, supporta la ristorazione in tutti i nuovi processi tipici, dentro e fuori il locale: self ordering, pagamento al tavolo, integrazione con i servizi di food delivery. E costituisce, peraltro, la premessa migliore alla gestione del social commerce del ristoratore.

"L'uso di Iconic è semplicissimo. Sulla propria pagina Facebook, il ristoratore espone il menu. Cliccando su “shop”, per il visitatore è possibile comporre e acquistare immediatamente il menu d’interesse. La transazione viene girata immediatamente al sito e-commerce del ristorante per avviare il percorso tipico di ogni transazione on-line: aggiungi al carrello, opzioni di ritiro o consegna, pagamenti " (Luca Venturoli, Direttore BU Food&Beverage di Retex)

In questo modo, il ristoratore dispone di un’utenza potenziale che non deve effettuare nessun tipo di ricerca, perché già presente sul social. Il social commerce per la ristorazione, su Facebook o altre piattaforme, vuole a premessa solide competenze e tecnologie adeguate. A maggior ragione, considerando le conseguenze della pandemia e il cambiamento dei comportamenti al consumo. Per chi vuole “andare al ristorante”, passando da Facebook, la soluzione è già in casa.